Visualizzazione post con etichetta ecosostenibilità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ecosostenibilità. Mostra tutti i post

mercoledì 12 settembre 2012

San Donato e la Settimana Europea a sostegno della Mobilità in Bicicletta


SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA' IN BICICLETTA

Iniziative nel  Comune di San Donato Milanese


dal 16/09 al 22/09 Chi sceglie la bici merita un premio
Durante la Settimana Europea della Mobilità, chi utilizza la bicicletta per andare a scuola, al lavoro, a fare la spesa riceve un gadget.
Iscrizione: non necessaria.
A cura di: Comune San Donato Milanese

16/09 In bici c'è più spazio
Si posizionano rastrelliere per biciclette negli spazi solitamente destinati al parcheggio di nr. 2 autoveicoli, nella via centrale, per dimostrare che muoversi in bicicletta consente di "parcheggiare" piu mezzi per piu utenti nelle vie della cità.
Iscrizione: non necessaria.
Info: email: segreteria.urbanistica@comune.sandonatomilanese.mi.it
A cura di: Comune di San Donato Milanese

16/09 Ciglogita all'Oasi Levadina
Il 16 settembre con partenza dal piazzale del municipio di San Donato Milanese, alle ore 14,30 partirà la biciclettata verso l'oasi Levadina. La ciclogita è organizzata dal WWF sud Milano

29/09 Campionati apocalittici di ciclomeccanica a squadre
Gara di ciclomeccanica a squadre. Squadre di meccanici dilettanti si cimenteranno nel ridar vita a rottami di bici abbandonate, che battuti all'asta si trasformeranno in denaro per sostenere progetti di sviluppo ciclabile...
Ritrovo: la stazione delle biciclette, p.za 9 nov 1989, 1, san donato ore 1400. Iscrizione: necessaria, gratuita. Il campionato si svolge sabato 29 settembre, se possibile vi chiediamo di essere inseriti comunque in calendario (è in programma da sempre per quel fine settimana, per motivi organizzativi).
Info: email: info@lastazionedellebiciclette.com, sito: http://www.lastazionedellebiciclette.com/
A cura di: La stazione delle biciclette

giovedì 22 dicembre 2011

Ma che mobilità sostenibile. Italia bocciata su tutti i fronti

Il rapporto 2011 di Euromobility: tante possibilità ma progetti ancora in fase embrionale. Poche le auto e le bici 'condivise' tra i cittadini, mentre in Europa si investe su queste alternative. E così nel nostro Paese le polveri sottili uccidono ottomila persone ogni anno.

Car Sharing, bike sharing, mobilità alternativa. Se i problemi del trasporto pubblico potessero essere risolti con le parole, l'aria delle città italiane sarebbe pulita come quella degli alpeggi: l'offerta è varia e abbondante. Ma se si va a verificare cosa c'è dietro il lifting verbale arriva la sorpresa. A Roma le auto condivise (car sharing) sono 105 per 2,7 milioni di abitanti: difficile immaginare che, con tutta la buona volontà, possano essere una soluzione per il traffico. Sempre a Roma le biciclette condivise (bike sharing) sono 120, sempre per 2,7 milioni di abitanti. "Con questi numeri come aspettarsi una soluzione ai problemi?", si chiede Lorenzo Bertuccio, direttore di Euromobility, l'associazione che ha curato l'edizione 2011 dell'indagine sulla mobilità sostenibile  nelle principali 50 città italiane. Una classifica che vede un gruppo di testa formato da Torino (che tuttavia non riesce a mantenere l'aria abbastanza pulita da rispettare la legge), Venezia, Milano, Brescia e Parma. Insomma il Nord vince la gara, ma è una gara priva di eccellenze. Perché nessuno ha creduto realmente in una sfida che nel centro Europa trova investitori disposti a scommettere: trasporto pubblico decoroso ed efficiente, spazio alle bici, sostegno ad auto a basso impatto ambientale, conti in pareggio grazie al road pricing. Gli organizzatori dello studio fanno notare che a Bruxelles ci sono 2.500 bici collettive con 180 stazioni, a Parigi oltre 20.000 bici con 1.800 stazioni, a Lione 4.000 con 340 stazioni, a Barcellona oltre 6.000 bici con 428 stazioni, a Siviglia 2.500 bici con 250 stazioni, a Londra oltre 6.000 bici con 400 stazioni. In Italia solo a Milano dispone di un numero con 4 cifre: 1.400 bici. E non va meglio con il car sharing. A Bruxelles ci sono 227 auto per 140.000 abitanti. A Brema (Germania) 167 auto per 547.000 abitanti, a Monaco 345 auto per 841.000 abitanti. Ecco i numeri del car sharing in Italia nel 2010: 113 a Torino, 105 a Roma, 86 a Milano, 73 a Genova, 47 a Venezia, 36 a Palermo. Sembrano flotte aziendali, più che un parco auto cittadino. Difficile poi, se sommiamo a questi dati i tagli progressivi e drastici al servizio pubblico, stupirsi del fatto che viviamo in città in cui  -  secondo i dati Oms  -  ci sono più di ottomila morti anno solo per le polveri sottili, e solo nelle principali 13 metropoli. Appena 19 città sulle 50 esaminate sono in regola per le PM10.  Anche i mobility manager non aumentano rispetto all'anno precedente: solo 41 le città in cui è presente almeno un mobility manager. Mancano a Campobasso, Cagliari, Catanzaro, L'Aquila, Latina, Pescara, Livorno, Sassari e Taranto. Il rapporto esamina anche la qualità dell'aria delle città italiane per quanto riguarda le polveri sottili. Ancona ha registrato il maggior numero di superamenti (140 rispetto ai 35 consentiti), seguita da Torino (131). La media annuale di PM10 più elevata si è registrata a Torino (50 microgrammi al metro cubo, superiore al limite consentito di 40), seguita da Ancona (48,4) e Napoli (48.0). L'aria più buona si respira invece a Genova, dove si sono registrati solo 5 superamenti, e a Potenza, che ha una media annuale di 22 microgrammi al metro cubo. "I cittadini spesso si dimostrano più maturi dei loro amministratori: l'83% è ad esempio convinto che la diffusione del bike sharing può essere un valido contributo alla riduzione del traffico e dell'inquinamento in città e circa l'80% vorrebbe una flotta di biciclette anche nella propria città", osserva Riccardo Canesi, presidente di Euromobility.  Fonte: La Repubblica.it

domenica 20 novembre 2011

I primi risultati del piano straordinario contro la sosta selvaggia adottato da Palazzo Marino
"Questo tipo di contrasto rappresenta una priorità per noi", commenta l'assessore Granelli


Decuplicato il numero di multe alle auto parcheggiate sulle piste ciclabili e triplicato quello alle auto in doppia fila. Sono alcuni dei risultati dopo la prima settimana del piano straordinario contro la sosta selvaggia adottato dal Comune di Milano. Nei primi sette giorni dell'iniziativa, che ha preso il via lo scorso 9 novembre, sono state comminate 8.683 multe per sosta vietata generica, 1.652 per doppia fila, 421 sulle piste ciclabili e 159 su spazi riservati a persone disabili. Totale: quasi 11mila multe disposte solo attraverso gli interventi mirati.
Le contravvenzioni comminate dall'attività ordinaria settimanalmente nel 2011 sono invece 15.986.

In particolare i dati per doppia fila e piste ciclabili indicano che nella settimana fra il 9 e il 15 novembre sono state date 1.652 multe contro la media di 585 settimanale. Per sosta sulle piste ciclabili, invece, erano 41 le contravvenzioni date in media alla settimana, a fronte delle 421 elevate con l'attuazione del piano straordinario di questi giorni.

"La lotta alla sosta abusiva è per noi una priorità - commenta l'assessore comunale alla Sicurezza, Marco Granelli - soprattutto quando questa diventa un rischio per la sicurezza stradale in generale e, in particolare, per i soggetti che in strada sono più vulnerabili, come pedoni, ciclisti e persone con ridotta mobilità. Inoltre queste scelte sono essenziali - prosegue l'assessore - anche per far cogliere concretamente la necessità di privilegiare nella nostra città quei mezzi di trasporto
che aiutino a diminuire la congestione del traffico: dai mezzi pubblici alle biciclette, da moto e motorini fino alla mobilità pedonale".

sabato 3 settembre 2011

Urban Bike Messengers - Ci consegnano una Milano più pulita

Per ridurre l'impatto ambientale, a Milano nasce un nuovo servizio di pony express...in bicicletta: Sono gli Urban Bike Messengers (UBM). L'idea nasce da un gruppo di appassionati di ciclismo urbano che, sulla scia del grande successo in città come Londra, Parigi, New York, Sydney e Tokyo, hanno esportato il servizio a Milano. Con lo slogan di "Consegniamo una Milano  più pulita", i corrieri si muovono e lavorano in città mantenendo un impatto zero. E consegnano di tutto "dalle lettere, a oggetti dimenticati in ufficio, bottiglie e cose personali...
Perché un servizio di corrieri in bici a Milano?
"Perché la città si presta bene: è pianeggiante, relativamente piccola, non ha temperature rigide, è trafficata: la bici resta il mezzo migliore per districarsi nel traffico e i nostri tempi di consegna sono nettamente inferiori a quelli di un pony express anche perché arriviamo senza difficoltà laddove i veicoli a motore non riescono".
"Il delivery leggero potenzialmente potrebbe incidere moltissimo, se si pensa alla notevole riduzione del carico di rumorosità, traffico, inquinamento aereo.  Secondo un'interpellanza fatta in consiglio comunale dalla giunta precedente,  a Milano il comune movimenta 500mila buste all'anno. Considerato che vengono consegnate in auto blu, furgoni o motorini, l'impatto ambientale è massiccio".

Il servizio è stato ben accolto da cittadini e aziende milanesi?
"Non c'è stata una risposta massiva, ma le aziende che condividono la nostra filosofia verde o adottano politiche green hanno già scelto noi per le consegne in città. I cittadini, invece,  non sono ancora del tutto pronti alla cultura della bici perché Milano non è del tutto una città bike-friendly, per via dei binari, del pavè, del traffico, della mancanza di sufficienti piste ciclabili. Ma abbiamo grossi margini di crescita, per via dell'aumento delle tariffe ecopass ma anche in vista di Expo 2015, sostenibilità e rispetto ambientale sono gli obiettivi che la città vuole e dovrebbe conseguire".

E il Sud Milano Ciclabile si augura che il servizio venga esteso anche al Sud Milano

venerdì 2 settembre 2011

San Donato Milanese in controtendenza elimina le piste ciclabili

L'Italia si riscopre un paese di ciclisti. In sella alle due ruote un esercito di temerari sfida ogni giorno anche il traffico delle grandi città. Secondo l'ultimo sondaggio effettuato da IRP Marketing per Legambiente, negli ultimi 10 anni l'uso delle biciclette nei giorni feriali è più che triplicato: nel 2001 sceglievano le due ruote come mezzo di trasporto urbano il 2,9% dei cittadini mentre oggi toccano il 9%.
Le città si adeguano alla nuova tendenza aumentando il numero delle piste ciclabili e dei cicloparcheggi. Grande sviluppo sta riscontrando poi il bike sharing. Secondo un rapporto contenuto nel dossier ‘Good Bikes’ curato sempre dall’associazione del cigno verde, il sistema di noleggio è attivo in un centinaio di comuni e vanta una 'flotta' di circa 4mila biciclette con 40mila utenti.

Dal Nord al Sud si cercano formule per migliorare la vita su strada dei ciclisti. A Torino e Reggio Emilia si punta su 'Zona 30', il sistema che, riducendo in una determinata area il limite di velocità, permette di migliorare la convivenza tra auto, biciclette e pedoni. A Modena ci sono invece depositi protetti gratuiti, mentre Ferrara si è attrezzata ormai da anni con la Carta ciclabile, uno stradario della rete per le due ruote.

Un vero e proprio exploit hanno avuto negli ultimi anni le ciclofficine popolari, spazi aperti dove, al fine di promuovere una mobilità sostenibile, chiunque può far riparare la propria bicicletta lasciando un'offerta libera oppure imparare a 'autoripararla' con la collaborazione degli altri utenti.

Con l'aumentare dei ciclisti si moltiplicano le iniziative a loro dedicate. Si va dall'istituzionale 'Cicloraduno Nazionale' della Fiab alla militante 'Ciemmona' (ovvero la grande CM di Critical Mass), nata fra i ciclisti urbani di San Francisco nel 1992 per dimostrare che ''l’automobile in città - come si legge sul sito italiano della manifestazione - è un mezzo ormai obsoleto'' e arrivata fino a Roma.

Grande successo anche per il cicloturismo, diventato ormai un fenomeno di massa che coinvolge gli amanti delle due ruote e dell'aria aperta. Sul sito della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) si possono trovare i percorsi aggiornati delle grandi reti cicloturistiche europee, nazionali e regionali, oltre ad alcuni consigli pratici.

La vacanza in bicicletta piace ai giovani, agli anziani e anche alle famiglie con bambini. Sono sempre di più infatti i genitori che optano per le vacanze sulle due ruote con i propri figli utilizzando i velocipedi con il seggiolino o il carrellino porta-bimbi e sfruttando gli itinerari pensati per i più piccoli.

Il boom di biciclette è una buona notizia per le ditte costruttrici, che dal 24 al 26 settembre presenteranno all'Expo Bici di Padova le novità del 2012. Sono oltre 500 gli espositori che quest’anno hanno dato l’adesione alla Fiera: si va dalle aziende che producono bici a quelle di accessori, dall'abbigliamento ai grandi distributori.

Nonostante l'Italia abbia questo incremento notevole dell'uso della bicicletta e anche nel Sud Milano i ciclisti sono aumentati notevolmente, San Donato Milanese capitanata da un governo di destra, ha eliminato le piste ciclabili realizzate dalla precedente giunta comunale sostenenendo che queste erano pericolose. Aveva promesso che ne avrebbe realizzate nuove, più sicure, ma ad ogni riasfaltatura un pezzo di pista ciclabile in più viene cancellato. Ora è tempo di documentare questa nuova cultura della bicicletta, fotografare, documentare  il crescere di questa tendenza ecologica del Sud Milano.
Vi terremo informati sulle nuove iniziative, attraverso il gruppo su Facebook "Piste Ciclabili a San Donato Milanese"

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...