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giovedì 22 dicembre 2011

Ma che mobilità sostenibile. Italia bocciata su tutti i fronti

Il rapporto 2011 di Euromobility: tante possibilità ma progetti ancora in fase embrionale. Poche le auto e le bici 'condivise' tra i cittadini, mentre in Europa si investe su queste alternative. E così nel nostro Paese le polveri sottili uccidono ottomila persone ogni anno.

Car Sharing, bike sharing, mobilità alternativa. Se i problemi del trasporto pubblico potessero essere risolti con le parole, l'aria delle città italiane sarebbe pulita come quella degli alpeggi: l'offerta è varia e abbondante. Ma se si va a verificare cosa c'è dietro il lifting verbale arriva la sorpresa. A Roma le auto condivise (car sharing) sono 105 per 2,7 milioni di abitanti: difficile immaginare che, con tutta la buona volontà, possano essere una soluzione per il traffico. Sempre a Roma le biciclette condivise (bike sharing) sono 120, sempre per 2,7 milioni di abitanti. "Con questi numeri come aspettarsi una soluzione ai problemi?", si chiede Lorenzo Bertuccio, direttore di Euromobility, l'associazione che ha curato l'edizione 2011 dell'indagine sulla mobilità sostenibile  nelle principali 50 città italiane. Una classifica che vede un gruppo di testa formato da Torino (che tuttavia non riesce a mantenere l'aria abbastanza pulita da rispettare la legge), Venezia, Milano, Brescia e Parma. Insomma il Nord vince la gara, ma è una gara priva di eccellenze. Perché nessuno ha creduto realmente in una sfida che nel centro Europa trova investitori disposti a scommettere: trasporto pubblico decoroso ed efficiente, spazio alle bici, sostegno ad auto a basso impatto ambientale, conti in pareggio grazie al road pricing. Gli organizzatori dello studio fanno notare che a Bruxelles ci sono 2.500 bici collettive con 180 stazioni, a Parigi oltre 20.000 bici con 1.800 stazioni, a Lione 4.000 con 340 stazioni, a Barcellona oltre 6.000 bici con 428 stazioni, a Siviglia 2.500 bici con 250 stazioni, a Londra oltre 6.000 bici con 400 stazioni. In Italia solo a Milano dispone di un numero con 4 cifre: 1.400 bici. E non va meglio con il car sharing. A Bruxelles ci sono 227 auto per 140.000 abitanti. A Brema (Germania) 167 auto per 547.000 abitanti, a Monaco 345 auto per 841.000 abitanti. Ecco i numeri del car sharing in Italia nel 2010: 113 a Torino, 105 a Roma, 86 a Milano, 73 a Genova, 47 a Venezia, 36 a Palermo. Sembrano flotte aziendali, più che un parco auto cittadino. Difficile poi, se sommiamo a questi dati i tagli progressivi e drastici al servizio pubblico, stupirsi del fatto che viviamo in città in cui  -  secondo i dati Oms  -  ci sono più di ottomila morti anno solo per le polveri sottili, e solo nelle principali 13 metropoli. Appena 19 città sulle 50 esaminate sono in regola per le PM10.  Anche i mobility manager non aumentano rispetto all'anno precedente: solo 41 le città in cui è presente almeno un mobility manager. Mancano a Campobasso, Cagliari, Catanzaro, L'Aquila, Latina, Pescara, Livorno, Sassari e Taranto. Il rapporto esamina anche la qualità dell'aria delle città italiane per quanto riguarda le polveri sottili. Ancona ha registrato il maggior numero di superamenti (140 rispetto ai 35 consentiti), seguita da Torino (131). La media annuale di PM10 più elevata si è registrata a Torino (50 microgrammi al metro cubo, superiore al limite consentito di 40), seguita da Ancona (48,4) e Napoli (48.0). L'aria più buona si respira invece a Genova, dove si sono registrati solo 5 superamenti, e a Potenza, che ha una media annuale di 22 microgrammi al metro cubo. "I cittadini spesso si dimostrano più maturi dei loro amministratori: l'83% è ad esempio convinto che la diffusione del bike sharing può essere un valido contributo alla riduzione del traffico e dell'inquinamento in città e circa l'80% vorrebbe una flotta di biciclette anche nella propria città", osserva Riccardo Canesi, presidente di Euromobility.  Fonte: La Repubblica.it

sabato 12 novembre 2011

Sabato 12 Novembre al pomeriggio - Bici Elettriche

RINNOVATA ENERGIA IN PIAZZA BOBBIO A SAN DONATO
Marco Menichetti è candidato alle primarie a San Donato Milanese per la scelta del candidato sindaco per il centrosinistra. Con rinnovata energia per portare energia pulita nelle idee per la nostra città

Oggi pomeriggio, davanti all'Esselunga, biciclette elettriche con una pensilina di ricarica che utilizza l’energia del sole. 
Un modello sostenibile a 360 gradi, in cui credo davvero, che oggi i cittadini potranno vedere e provare direttamente.
L'iniziativa è promossa da Marco Menichetti, candidato sindaco alle primarie per San Donato Milanese che si terranno il 20 Novembre.
 

giovedì 5 novembre 2009

Arriva la bici a idrogeno

È stato presentata a Roma nel corso del “H2Roma Energy&Mobility Show“, workshop sulla mobilità alternativa che si tiene a Roma fino al 5 novembre, una versione del mezzo verde per eccellenza reso ancora più verde: la bicicletta a idrogeno.

Il progetto è scaturito da un lavoro congiunto dell’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Itae-Cnr) di Messina e della Tozzi Renewable Energy - Tre SpA, societa con la quale l’Istituto Cnr svolge abitualmente attivita di ricerca e sviluppo in ambito di energie alternative. Il nuovo mezzo cerca di dare una risposta alle criticità delle bici elettriche a pedalata assistita, che hanno permesso l’avanzata delle due ruote a pedali anche in centri urbani non ideali, come ad esempio la Roma dei sette colli. Queste infatti, nonostante abbiano avuto un forte successo negli ultimi anni, presentano ancora forti limiti, soprattutto nell’autonomia ridotta del motore elettrico e nei lunghi tempi di ricarica (sei-otto ore):
La bicicletta è alimentata totalmente ad idrogeno con un sistema di accumulo a stato
solido in grado di fornire un’autonomia elettrica di 150 km: un pieno costa circa 18 euro per una spesa di circa 12 centesimi a chilometro spiega Giorgio Dispenza, responsabile del progetto di ricerca. La bici a idrogeno, al momento allo stadio di prototipo, ma presto sul mercato, è stata presentata nel contesto della manifestazione sulla mobilità sostenibile perché l’intenzione è quella di farne un mezzo anche per il bike sharing o simili iniziative nelle grandi città.
La ricerca, infatti, rientra in un progetto più ampio dell’ITAE (gruppo sistemi) su mobilità e mezzi sostenibili, che comprende anche la realizzazione di un prototipo di bus elettrico a idrogeno (HBUS), di mini veicoli a fuel cell e di un trattore a idrogeno (HyTRACTOR) ottenuto da biomasse ed energie rinnovabili.

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